Roberto Montandon’s Blog

Thoughts on Outsourcing from East Europe

AT Kearney promuove la Romania nel Global Services Location Index

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Ogni anno la società di Consulenza AT Kearney pubblica un interessante analisi sull’attrattività di diverse nazioni per i servizi di Outsourcing. Lo studio include una classifica dei Paesi più adatti all’outsourcing.

Quest’anno la Romania ha fatto un salto notevole, passando dal 33° al 19° posto.

Lo studio è condotto a livello globale e, come tale, non è centrato sulle esigenze delle aziende italiane. Alcuni aspetti importanti, come la conoscenza di lingue diverse dall’inglese non sono valutate all’interno della classifica.

Ma alcuni spunti sono comunque interessanti. Si vede un generalizzato peggioramento in classifica dei Paesi dell’Est Europa, con l’eccezione di Romania e Bulgaria che crescono considerevolmente. Questi due Paesi hanno dimostrato miglioramenti nelle infrastrutture e nel sistema legale ed economico, pur mantenendo un’attrattività di costo che altri Paesi est-europei hanno ormai perso.

Un altro fattore rilevante, toccato solo marginalmente nello studio, è che la loro adesione alla Comunità Europea ha fatto in modo da renderli appetibili per la gestione di servizi che, per via delle norme sulla privacy, potrebbero non essere gestibili in Paesi, pur più economici, al difuori della UE.

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BPO: comparazione dei costi del lavoro tra diverse nazioni europee

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Alcuni giorni fa stavo comparando i costi del lavoro sul sito Eurostat con un cliente.
Loro hanno sedi in UK, Spagna e Polonia. Mentre XL World ha call center in Romania e in Albania.

Ho realizzato che i costi del lavoro si dimezzano quasi esattamente ad ogni spostamento tra queste nazioni.

  • UK: 4.000 €
  • Spagna: 2.000 €
  • Polonia: 1.000 €
  • Romania: 500 €
  • Albania: 250 €

E ciascuna di queste nazioni ha la sua value proposition in termini di outsourcing:

  • UK: infrastruttura e know-how eccellenti
  • Spagna: nazione occidentale a più basso costo
  • Polonia: una delle prime nazioni dell’Est a entrare in EU
  • Romania: attuale leader di prezzo in EUper il supporto multi-lingue
  • Albania (e altre nell’area dei Balcani del Sud): Nazione emergente a più basso costo

Potrebbe sembrare che in questo ‘ecosistema’ i pesci piccoli mangino i posti di lavoro dei pesci più grandi. Ma, dal momento che il mercato dell’Outsourcing sta crescendo comunque in maniera significativa, in questo caso sospetto che il totale sia maggiore della somma delle parti. Forrester prevede che il BPO in Europa cresca da €11.0 miliardi nel2006 a €18.9 miliardi nel 2011.

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Perchè la crisi fa bene all’outsourcing

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Ultimamente è molto di moda parlare di crisi e spesso persone mi chiedono se abbiamo problemi in Romania a causa dei problemi dell’economia mondiale.
In effetti in Romania, come nel resto del mondo, lo sviluppo si è abbastanza rallentato. Ma, fortunatamente, non al punto da creare forti tensioni sociali. Detto questo, e guardando strettamente al mercato dell’outsourcing, la crisi credo sia addirittura positiva per il nostro mercato.
E questo per alcuni motivi:

Lo sviluppo accelerato crea scompensi: la crescita a cui abbiamo assistito in Romania negli ultimi anni ha sicuramente generato opportunità, ma anche forti difficoltà e scompensi.
Il nostro lavoro è stato reso più difficile dalla gestione del turnover delle persone, le difficoltà di reclutamento, la gestione di pretese non sempre realistiche dei dipendenti che si aspettano promozioni ogni 6 mesi.
La situazione economica più difficile ha riportato questi aspetti entro parametri più facilmente gestibili da una organizzazione aziendale.

L’aumento di costi si è rallentato: negli ultimi anni gli stipendi in Romania sono cresciuti anche del 20% all’anno in valuta locale (cfr. Dati Eurostat). Questo aumento è stato ulteriormente aggravato dalla rivalutazione del RON (la moneta rumena) rispetto all’Euro.
Negli ultimi mesi l’incremento di stipendi si è comunque verificato, anche se in misura minore rispetto agli anni passati. Ma è stato ampiamente compensato dalla riduzione di valore del RON rispetto all’Euro.

Il mercato si amplia: le difficoltà incontrate dalle aziende occidentali, hanno convinto un maggior numero di aziende a valutare con più interesse l’outsourcing all’estero. Non si è ancora verificata una migrazione massiccia dei nostri call center all’estero, ma sicuramente l’interesse a valutare queste soluzioni si è incrementato negli ultimi mesi.

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